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Cara maestra, ora è il momento di insegnare non di assegnare!

Cara maestra, ora è il momento di insegnare non di assegnare!

Sono passate circa 2 settimane dall'avvio della didattica a distanza, gli insegnanti si sono trovati spiazzati, senza riferimenti o supporti per rendere viva questa nuova modalità di "fare scuola". Molti tra maestri e maestre si sono attrezzati in maniera creativa e audace usufruendo di servizi come Google for Education, Google Classroom e utilizzando software per incontrare gli alunni in videoconferenza (Skype, Zoom, Hangouts Meet) o servizi di broadcasting come Telegram per invio di video, audio e materiali di approfondimento. Oltre a barcamenarsi tra app, software e computer per trovare una soluzione idonea e far sentire la loro vicinanza, gli insegnanti districano altri nodi problematici: i doveri burocratici! predispongono infatti i materiali sui registri elettronici perché devono lasciare traccia del loro lavoro a distanza.

Accade però che - e da pedagogista lo vivo in prima persona - alcuni bambini vivono situazioni a dir poco alienanti: non sentono le loro maestre da settimane e tutto ciò che riguarda il contatto umano è limitato ad un registro elettronico che riporta pagine e pagine di compiti assegnati.    

E' il momento di insegnare e non di assegnare! E' il momento di esserci e non di allontanarsi.

Ed è vedendo lo sguardo affranto dei miei bambini attraverso un monitor, leggendo messaggi e ricevendo chiamate di genitori in crisi che ho deciso di buttar giù questa lettera. Ho provato a sentire con il loro cuore e con la loro mente, ho provato a dar voce ai loro pensieri e ai loro sentimenti.

Questa è la lettera di un alunno che scrive alla sua cara maestra, questo è un disperato tentativo di toccare la sensibilità di alcuni insegnanti, invitare alla consapevolezza riguardo il loro importantissimo ruolo che anche se ostacolato da un insegnamento di tipo "virtuale" deve sforzarsi di restare umano.

Cara maestra, caro maestro,

ci siamo lasciati all'improvviso, senza nemmeno capire il perché. Pensavo fosse una bella vacanza, pensavo che mi sarei riposato ed avrei giocato un po' in più ma con il passare dei giorni ho capito che qualcosa di brutto succedeva fuori dalla mia porta. Me lo hanno spiegato bene i miei genitori, me l'ha spiegato bene la mia mamma che fa l'infermiera e ogni giorno esce per andare ad aiutare le persone che hanno la tosse, quella forte che ti toglie il respiro.

Vorrei sentire la tua voce cara maestra, vorrei vedere i tuoi occhi caro maestro. Mi hanno detto che devo usare il computer, che grazie al cellulare la scuola sarebbe continuata. Ma io non la vedo la scuola! io non la riesco a sentire.

Devo fare scienze, matematica e italiano. Ho 20 pagine da stampare ma sono finiti i fogli. Le operazioni sono tante e mamma non mi può aiutare. Papà non è così ferrato con l'inglese, ma le 5 traduzioni forse riesco a farle anche da solo. Ho finito finalmente le 10 pagine di grammatica! E ora? Ora è già sera. Domani ricomincia la scuola.

Ma la scuola, la scuola dov'è? Non sento la tua voce cara maestra, vorrei vedere i tuoi occhi caro maestro ma quello che vedo sono righe e righe di compiti e le leggo da qui, su questo schermo che non mi dà quello che mi davi tu.

Dove sei cara maestra? Dove sei finito caro maestro? Io voglio imparare ma non ho il tempo, devo finire i compiti che mi assegni tu. Non ho ben capito quella regoletta, ma la devo copiare come hai chiesto tu. Vorrei parlarti della mia giornata, dirti che sono preoccupato per la mamma che ha dei segni strani sul viso ma vado avanti e faccio come mi chiedi tu. 

Ci sei tu dietro quel registro? Io non ti posso vedere, non riesco a sentirti. Ho fatto tutti i compiti che mi hai chiesto, ma non ho imparato davvero un granché. Vorrei che m'insegnassi come facevi in classe, vorrei sentire almeno la tua voce ma mi hanno detto che è questo quello che si deve fare, questa è la nuova scuola e mi ci devo abituare. Sono preoccupato sai? Ho paura che non ci rivedremo più. Ma non te lo posso dire, non te lo posso sussurrare, non te lo posso far capire perché tu non ci sei.

Cara maestra, caro maestro ci ho riflettuto, ci ho pensato: posso essere sincero con te? Questa nuova scuola non mi piace per niente. Io vedo solo tanti compiti e nulla più.

Vittoria Mariniello
Vittoria Mariniello Pedagogista specializzata in BES

Sono una pedagogista, mi occupo di bisogni educativi e apprendimenti. Aiuto bambini e bambine a sviluppare il loro potenziale umano e apprenditivo tramite interventi pedagogici.