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Ambiente e relazioni: ecco perché la DAD non può sostituire la scuola

Ambiente e relazioni: ecco perché la DAD non può sostituire la scuola

A distanza di mesi dall'inizio del lock down e dall'attivazione della DAD (didattica a distanza), sono innumerevoli le esperienze che è possibile raccogliere: c'è chi vive in perfetta sintonia con la tecnologia, chi purtroppo ne è escluso in modo parziale o addirittura totale (digital divide). La didattica a distanza ha il pregio di essere l'unico e valido strumento al quale aggrapparsi in un periodo di distanziamento sociale obbligatorio, periodo in cui al primo posto nella scala delle priorità di ogni individuo va posta la salute di tutti i cittadini. La DAD è diventata l'unica strada da percorrere per "fare scuola" ma è anni luce dall'essere una vera scuola.

Perché la didattica a distanza non può sostituire la scuola?

La scuola è una dimensione educativa fatta di relazioni e ambiente, difficilmente sostituibili o realizzabili tramite uno schermo. A scuola i bambini e le bambine entrano a far parte di un contesto fatto di attività e scambi tra pari: s'interagisce con individui diversi che hanno ruoli diversificati, e ciò contribuisce allo sviluppo dell'identità degli individui stessi.

All'interno di una classe o di un piccolo gruppo, si pensi anche ai doposcuola e alle attività extrascolastiche, si creano situazioni formative in cui avvengono eventi sociali che permettono ai bimbi di sviluppare non solo le competenze scolastiche ma anche e soprattutto le abilità relazionali e personali, ad esempio: imparare a rispettare le regole, avere comportamenti adeguati e rispettosi, impegnarsi per il miglioramento personale, essere empatici, cooperare, capire le proprie e altrui emozioni, essere solidali e prendersi cura degli amici.

L'ambiente educa! E al suo interno si sviluppano relazioni insostituibili.

In questo periodo genitori, insegnanti, educatori e pedagogisti parlano di regressioni, difficoltà nel gestire i bambini, demotivazione, comportamenti di rifiuto e reazioni problematiche. Questa situazione descritta da molti conferma che l'efficacia dell'azione educativa dipende dall'ambiente e dalle relazioni che, in esso, si realizzano. Venendo a mancare l'ambiente educativo, viene letteralmente perso il contenitore dell'educazione, quella dimensione strutturale fin'ora utilizzata dagli educatori come strumento per rendere possibile l'ex-ducere, il trarre fuori.

L'ambiente quando viene pedagogicamente progettato e gestito dall'adulto con una comunicazione efficace, produce un clima relazionale affabile, collaborativo e non competitivo fatto di reciprocità, aspettative, scambi interpersonali che sviluppano la personalità di ogni bambino e bambina, permettendo l'emersione delle loro potenzialità e un reciproco migliorarsi.

Ci aveva già avvisato Bronfenbrenner affermando che lo sviluppo della persona è legato alle interazioni con l'ambiente; anche Rogers ci disse la sua dichiarando che l'apprendimento è legato alla capacità di creare un contesto caratterizzato da un clima positivo; non a caso per Maria Montessori la strutturazione dell'ambiente era di fondamentale importanza. Oggi, in situazione di emergenza, viviamo sulla nostra pelle quelle che prima erano teorie pedagogiche.

Ma davvero l'ambiente educativo ha questo potere? Sì e te lo dimostro!

Per capire quanto sia potete l'ambiente come strumento educativo, ti invito a guardare le immagini che seguono. Si tratta di un miglioramento avvenuto in pochi mesi, senza che fosse necessario alcun tipo di intervento didattico o di potenziamento.


La piccola autrice dei disegni non è stata invitata ad un corso di formazione per migliorare le abilità grafiche, è semplicemente stata inserita in un piccolo gruppo pomeridiano di supporto compiti. L'ambiente ha fatto tutto il lavoro! Gli scambi reciproci tra pari, la comunicazione positiva, il migliorarsi e motivarsi vicendevolmente hanno prodotto nella bambina un miglioramento in termini di impegno e di sviluppo personale. I progressi hanno riguardato l'autonomia, la motivazione allo studio e si sono resi palesi nel disegno. 

Il COVID-19 ha messo gli insegnanti di fronte ad una sfida senza precedenti, di cui nessuno poteva immaginarne l'avvento. Educatori e formatori stanno ridefinendo il modo in cui fare didattica ed educazione, con la consapevolezza di essere stati privati del primo e più grande Educatore: l'ambiente.

Questa consapevolezza però deve essere propositiva e non distruttiva: la didattica a distanza non va di certo demonizzata, bisogna adattarsi alla situazione cercando di sfruttare al meglio gli strumenti di cui si dispone, aspettando anche che la ricerca educativa fornisca delle evidenze sui metodi efficaci per progettare e gestire l'apprendimento a distanza. Ad emergenza rientrata insegnanti ed educatori, essendo equipaggiati di propositiva consapevolezza, saranno capaci di rendere l'ambiente e le relazioni degli strumenti efficaci per lo sviluppo autentico degli alunni, perché il valore di queste dimensioni educative è oggi evidente più che mai e non potrà più essere dimenticato.

Vittoria Mariniello
Vittoria Mariniello Pedagogista specializzata in BES

Sono una pedagogista, mi occupo di bisogni educativi e apprendimenti. Aiuto bambini e bambine a sviluppare il loro potenziale umano e apprenditivo tramite interventi pedagogici.